Bottiglie di vetro dotate di una camera per i cristalli (quarzo ialino, ametista, quarzo rosa, occhio di tigre o diaspro rosso), in modo che la pietra resti a contatto con l’acqua che bevi. La tradizione è antica: gli elisir di gemme compaiono nei testi ayurvedici e nei lapidari medievali, sempre basati sull’idea che l’acqua trattenga qualcosa di ciò con cui entra in contatto. Sta a te decidere se si tratti di tracce molecolari o di una carica simbolica; ciò che resta invariato è il rituale di versare, aspettare e bere con consapevolezza.
Come sono realizzate
Corpo in vetro borosilicato. Il cristallo è alloggiato in una camera interna separata (un singolo pezzo levigato (obelisco, angelo, punta burattata) oppure una manciata di frammenti), sigillata per impedire che frammenti finiscano nell’acqua da bere. Un tappo a vite, a volte con un anello per il trasporto. La bottiglia è riutilizzabile; la pietra resta al suo posto.
Domande frequenti
Si può rimuovere il cristallo?
Nella maggior parte dei modelli, no. La camera interna è sigillata. Bevi l’acqua; la pietra resta all’interno.
Per quanto tempo si dovrebbe lasciare l’acqua a contatto con il cristallo?
Dieci minuti sono un tempo comune. Alcuni la lasciano tutta la notte. Non c’è una regola fissa: la durata conta meno della costanza della pratica.

















