Una sola, stretta fascia della costa italiana fornisce la maggior parte del vero olio di bergamotto del mondo e, dal 2001, la legge lo stabilisce per iscritto. Ecco che cosa contiene davvero il flacone e che cosa controllare prima di acquistarne uno.
Il frutto e la sua costa
La maggior parte dei flaconi etichettati come bergamotto riconduce a un unico luogo: una zona costiera di coltivazione nella provincia di Reggio Calabria, all'estremità meridionale dell'Italia, che si estende per circa 100 chilometri lungo il Mar Ionio. La stragrande maggioranza del vero olio essenziale di bergamotto del mondo viene spremuta lì, non dall'Italia in generale né dall'intera regione Calabria, ma da questo unico tratto di costa, dove il terreno, l'aria marina e generazioni di alberi innestati permettono a un agrume di crescere in quantità raramente raggiunte altrove.
Citrus bergamia, l'arancia bergamotto, è un frutto che pochi riconoscerebbero intero: verde pallido, tendente al giallo con la maturazione, grande più o meno come un'arancia e troppo aspro e amaro per essere mangiato con piacere. I botanici discutono ancora sulla sua origine esatta; l'ipotesi più probabile lo considera un ibrido spontaneo o una mutazione che coinvolge l'arancio amaro e il limone, probabilmente comparso verso la fine del Seicento nella zona oggi conosciuta come Reggio Calabria. Quasi tutto il valore del frutto risiede nella buccia. I coltivatori raccolgono i frutti tra novembre e febbraio, quando sono ancora quasi maturi, e spremono a freddo la buccia per estrarre l'olio, invece di distillarla con il calore.
Un nome protetto dalla legge
Nel 2001, l'Unione Europea ha concesso la Denominazione di Origine Protetta a "Bergamotto di Reggio Calabria - Olio essenziale". Una DOP non è una frase di marketing; stabilisce per iscritto dove un prodotto può essere coltivato, come deve essere estratto e come può essere certificato e venduto. Per il bergamotto, ciò significa che la zona di coltivazione è definita, il metodo di spremitura a freddo è specificato e solo tre cultivar riconosciute, Femminello, Castagnaro e Fantastico, rientrano nella denominazione. Per certificare che l'olio venduto con questo nome rispetti effettivamente tali requisiti, è stato formalmente istituito un consorzio di coltivatori e produttori, il Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria. Reggio Calabria ospita anche il Museo del Bergamotto, costruito attorno alla storia del lavoro della regione con questo frutto.
La documentazione, però, non ha risolto tutto. Gran parte del profumo di bergamotto che le persone incontrano ogni giorno, in saponi, colonie e candele profumate di tutto il mondo, è una ricostruzione sintetica e non il vero olio spremuto descritto dalla DOP; la legge protegge il nome dell'originale, non il suo odore in generale, e vale la pena distinguere i due prima di acquistarne uno.
Leggere l'etichetta prima di acquistare
L'olio di bergamotto contiene naturalmente bergaptene, un composto che rende la pelle più sensibile alla luce UV dopo l'applicazione. È una proprietà reale e verificabile dell'olio, non una vaga precauzione. È anche il motivo per cui esiste un secondo prodotto distinto: l'olio di bergamotto privo di bergaptene, spesso indicato come Bergamot FCF (privo di furanocumarine) o semplicemente BF, ottenuto rielaborando l'olio, comunemente tramite distillazione frazionata, per rimuovere la maggior parte o la totalità del bergaptene. Un fornitore affidabile di olio di bergamotto indica chiaramente sull'etichetta quale versione si trova nel flacone. Se intendi applicarlo sulla pelle che sarà esposta alla luce del giorno, quella singola dicitura, FCF o BF, merita di essere letta prima di qualsiasi altra informazione sul profumo.
Due percorsi fuori dalla Calabria
L'olio di bergamotto ha lasciato la sua regione d'origine attraverso più di una via. È diventato un ingrediente ampiamente usato in profumeria e, in particolare, una classica nota di testa nelle fragranze in stile eau de Cologne, tradizionalmente abbinata a neroli e limone. Il suo altro viaggio più noto passa attraverso il tè. Il tè Earl Grey prende il nome da Charles Grey, il 2º conte Grey, Primo Ministro britannico dal 1830 al 1834; la storia popolare associata a questa bevanda, secondo cui un diplomatico cinese riconoscente gli avrebbe donato una ricetta al bergamotto dopo un atto di salvataggio, è quasi certamente un'invenzione successiva. Gli storici ritengono molto più probabile una spiegazione più semplice: l'olio di bergamotto veniva usato commercialmente per arrotondare o ravvivare tè neri di qualità inferiore e diverse case da tè londinesi, tra cui Twinings e Jacksons of Piccadilly, hanno rivendicato a lungo un ruolo nella sua prima miscelazione, collegando la ricetta al nome Grey più per associazione che per l'opera di un unico inventore documentato.
Vale la pena chiarire un'ulteriore fonte di confusione. "Bergamot" indica anche una pianta nordamericana del tutto diversa, la Monarda, talvolta chiamata bergamotto selvatico o balsamo delle api, usata per il suo infuso alle erbe. Condivide con l'agrume italiano soltanto un profumo simile e un nome comune, niente di più.
Conservare e usare l'olio
Gli oli di agrumi sono tra i meno tolleranti verso una conservazione trascurata. Il bergamotto si ossida se esposto al calore e alla luce, motivo per cui viene imbottigliato in vetro scuro color ambra o cobalto anziché trasparente. Tenuto lontano dal sole diretto e da un davanzale caldo, un flacone non aperto conserva abbastanza bene le sue caratteristiche; una volta aperto, conviene considerarlo qualcosa con una durata utile, non un elemento permanente dello scaffale, proprio come gli altri oli di agrumi spremuti dalla buccia invece di essere distillati da legno o resina.
Nessuna di queste vicende storiche fa il lavoro al posto della persona che tiene in mano il flacone. C'è chi scalda qualche goccia in un diffusore durante una serata; altri la lavorano nel sapone fatto a mano al tavolo della cucina o ne aggiungono una nota a uno spray pensato per ravvivare una stanza impregnata di aria stagnante. L'olio porta con sé il suo profumo, la sua luminosità, il suo particolare slancio; la scelta, il momento e l'attenzione dedicata restano interamente della persona. Ciò che si diffonde in una stanza da un flacone aperto è solo profumo. La legge, il consorzio e il museo che mantengono integro il nome restano in Calabria; ciò che una persona fa con il flacone davanti a sé è la parte della storia che spetta a lei scrivere.





